Sei maschio?
Ne hai la scatole piene della fidanzata libertina o della moglie opprimente?
Hai deciso che il divorzio ti costerebbe troppo?
Ritieni che lasciarla vorrebbe dire buttarla tra le braccia di qualcun altro e il pensiero ti disturba?
Sei un po' fumantino e avresti voglia di liberare i tuoi istinti?
Hai un paio di pistole che sono lì a far polvere e pensi che sia un vero peccato? Non preoccuparti, caro aspirante femminicida. Ieri è stato un gran giorno per te. Il caso Pistorius e il suo epilogo, ti forniscono una serie di preziosi consigli per far fuori la tua compagna e sfangartela con una condanna per omicidio colposo. In fondo, che differenza c'è tra l'ammazzare una vecchietta sulle strisce pedonali mentre si abbassa il volume del cd di Molella e l'accoppare la fidanzata con quattro colpi di pistola?
E allora, mio caro aspirante femminicida, ecco la lista di consigli utili per compiere il femminicidio perfetto:
1) intanto, se non la possiedi già, procurati una pistola. Non importa che te la procuri legalmente, tanto se poi finisci per sparare puoi sempre dire che vivi in una città pericolosa. Lo so che magari non vivi a Johannesburg come Pistorius, ma pure Roma, Napoli e Milano sono città pericolose e comunque puoi sempre mettere in mezzo zingari e marocchini, dire che ci sono stati furti in ville nella tua zona, dire che avevi paura dei ladri, di Equitalia, di Darth Vader, vedrai che chiuderanno un occhio. Magari modificala pure, come ha fatto Pistorius, che la pistola se l'era fatta esplodente, a punta cava, giusto perchè l'arma era una necessità, mica una passione.
2) Visto che ormai la pistola ce l'hai, non tenerla chiusa nel cassetto assieme al Momendol e al telecomando del ventilatore. Non ti limitare a tenerla lì nel caso un malintenzionato ti entri in casa. Fa come Pistorius, portala anche alle cene con gli amici. Lui, prima di uccidere la fidanzata, aveva sparato in un ristorante tanto per esplodere l'ultimo colpo in canna, tu puoi sempre far fuori Cracco se il controfiletto è troppo cotto o accoppare un bambino troppo rumoroso, che mi pare pure un utilizzo pure più efficace, anzichè sparare in aria come un Balotelli qualunque.
3) Se hai ex fidanzate che ti ricordano come un uomo violento, non preoccuparti. Non preoccuparti neppure se anche con la tua ultima fidanzata, quella che vuoi far fuori, il rapporto è burrascoso. Il giudice Thokozile Masipa ha detto chiaro e tondo che "i rapporti sono dinamici, non me la sento di giudicare". Capito? L'ex fidanzata di Pistorius (quella prima di Reeva) gli nascondeva la pistola sotto al letto non perchè temesse di essere crivellata, ma perchè i rapporti sono dinamici. Le continue liti tra Pistorius, gelosissimo, e la sua fidanzata, non potevano rappresentare un movente ma la spia di una dinamicità della coppia. Non esistono rapporti violenti, ma solo dinamici. Magari posta la frase su fb e attribuiscila a Barbara Alberti, alla Boldrini o a qualche altra paladina dei diritti delle donne, nessuno se ne accorgerà. L'ha detta un giudice donna, va bene. L'avesse detta un uomo, l'avrebbero appeso per le palle sul monumento più alto di Pretoria.
4) Riguardo i vicini di casa, stai sereno. Non importa che siano miti signore o una normalissima coppia di coniugi, come nel caso Pistorius, anzichè due mitomani appurati. Anzichè Gabriele Paolini e Marika Fruscio. Non importa che dicano, come nel caso Pistorius, di aver udito chiaramente le liti, le urla della vostra fidanzata, gli spari e voi che gridavate help help help. Gli avvocati trovano sempre tesi convincenti per sostenere l'innocenza del proprio assistito. Quello di Pistorius, per esempio, disse alla testimone che in realtà lei udì sempre e solo la voce di Pistorius, il quale quando grida emette degli acuti "molto femminili". E' negli atti, mica sto inventando. E alla fine il giudice ha stabilito che i vicini in fondo possono aver fatto un po' di confusione. Quindi, mio aspirante femminicida, fa un bel corso da soprano e vedrai che con la storia della voce da castrato, riuscirai a far passare i vicini per matti e te stesso per la nuova Conchita Wurst, altro che assassino.
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domenica 14 settembre 2014
Caso Pistorius. I Dieci Consigli ad un Aspirante Femminicida di Selvaggia Lucarelli
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mercoledì 27 agosto 2014
Nicole (Dogs Never Bite Me. Just Humans. - Marilyn Monroe)
Si era fatta chiamare Nicole, era il nome che aveva scelto per rivendicare la sua indole femminile, ma era nata con le fattezze di un uomo e con i vestiti di un uomo è stata sepolta. È accaduto ad Avenza, nei pressi di Massa Carrara. Nicole è morta a 36 anni dopo una lunga malattia, da vent’anni era transessuale, eppure i genitori non hanno resistito al desiderio di ricondurla nell’immagine che conservavano in cuore, quella di un bambino, il figlio che hanno amato senza mai riuscire ad accettare le sue scelte di adulto. Una debolezza comprensibile - nella vita vera i costumi sociali cambiano meno rapidamente che nelle fiction televisive - ma certo è stato un duro colpo per le amiche e gli amici di Nicole vederla nella bara in giacca e cravatta, privata della sua identità, questa volta sì travestita. E sarebbe stato ancora più duro per Nicole, che da ragazza avrà lottato come tutti i transessuali per affermare se stessa, trovarsi addosso, e per sempre, i panni di un uomo. icole era ciò che aveva deciso di essere Come se il suo fosse stato uno sbaglio e quello di adesso un ravvedimento estremo.
Ma Nicole era ciò che aveva deciso di essere, perché al di là delle apparenze non è la natura a stabilire chi siamo: è il nostro percorso sulla terra, il nostro modo di stare in mezzo agli altri, la nostra vocazione. Come ogni altro essere umano, anch’io ho una conformazione anatomica e dei tratti somatici dettati dalla genetica, ma non sono mai solo il mio corpo, io sono essenzialmente i miei atti, le mie parole, i miei gesti, i miei comportamenti, le mie maschere, tutto ciò che produco nel contesto sociale, ovvero ciò attraverso cui gli altri mi riconoscono. Se ha un senso l’esortazione di Nietzsche "Diventa ciò che sei" ce l’ha nel senso che già le dava Pindaro: "Diventa ciò che hai appreso di essere".
A differenza degli altri animali, la persona non trova già determinata la propria identità, ma la scopre nella relazione col mondo, facendone esperienza - un’esperienza intima quanto più condivisa - e al contempo affermandola. Non si possono certo biasimare le madri e i padri che affrontano il dolore idealizzando l’album dei ricordi, ma il loro amore sarà davvero compiuto quando accetteranno la separazione, l’autonomia, le volontà di chi hanno cresciuto.
Di Mauro Covacich
www.corriere.it
L'Associazione consultorio transgenere, Mit (Movimento Identita' Transessuale), Associazione Mondo Arcobaleno, Lgbt scrivono:
"Essere trans le ha dato quella dignità che sentiva essere sua. Per tutti era Nicole, la sua semplicità e il suo sorriso davano consiglio a chi non aveva ancora intrapreso il percorso. La famiglia, da sempre al corrente, non è stata in grado nemmeno nel momento doloroso del trapasso di rispettarla per quello che era, per quello che da sempre attraverso il suo modo di vivere, di riconoscere che il suo essere coerentemente donna giorno per giorno non era legato a un capriccio ma era più grande di lei e apparteneva al suo genere. Sentirsi imprigionata in un corpo che non ti appartiene è da sempre una battaglia che le persone transessuali vivono da subito. Lo stigma sociale che spesso le porta a vivere ai margini della società per Nicole non è stato certo più semplice, ma era riuscita attraverso la sua determinazione a imporsi. A nulla è valso! La famiglia era certamente al corrente del suo percorso. All'età di 37 anni lei viveva la sua identità di genere alla luce del sole. Il suo essere donna non era certo un capriccio ma una priorità da sempre. Siamo mortificati, delusi, imbarazzati nel venire a conoscenza che nemmeno da morti venga rispettata la nostra volontà. Vedere Nicole vestita da uomo nella triste bara con la giacca e la cravatta che la porteranno verso un'altra vita ci rammarica fortemente. Siamo certi che verrà ripagata della sofferenza e del martirio che a causa della colpa e dell'ignoranza siamo costrette a vivere in quanto persone transessuali. Riteniamo questo atto una mancanza di rispetto ed un insulto alla sua intelligenza, certi del fatto che se giustizia esiste le sarà resa".
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martedì 27 novembre 2012
"Twilight" Letto da Betty Moore - I
Oggi vi racconto un po’ del primo libro della saga, che è il libro che si chiama Twilight – sommario:
1) il vegetarianismo vampiro secondo la legge di Dyo
2) indovina chi è il vampiro che non c’entra
3) Batman sospeso sulla piscina piena di squali
4) l’epidermide vampira come i collant di Amanda Lear
5) un prototipo di adolescente bimbominkia
6) la sindrome di Dan Brown (e il sarcasmo mormone)
7) il cervello sghembo di un highlander diciassettenne
8) belli belli belli in modo assurdo
9) da un grande potere deriva un grande mona
10) la pubblicità del Soul Glo
11) così fighissimo che c’ha la calligrafia arrapante
12) il sogno d’amore bimbominkia
13) Action Comics numero uno
15) se era italiana sarebbe stato Giovanni Allevi
- che è il libro dove scopriamo com’è che la protagonista, la diciassettenne Isabella Swan per gli amici Bella, conosce la famiglia dei vampiri mona aka la famiglia Cullen, che non è precisamente una famiglia famiglia (nessuno è parente di nessuno) ma un gruppetto di succhiasangue vegetariani (succhiano solo gli animaletti, niente esseri umani) che sono come gli X-men, c’hanno i superpoteri (v. “da un grande potere deriva un grande mona”) e stanno riuniti attorno al loro capo vampiro, il più anziano della ghenga, il dottor Cullen, che fa la parte del guru spirituale cripto-mormone “è contro la legge morale impostaci da Dyo succhiare gli esseri umani ed è meglio che non lo facciamo sennò Dyo ci spedisce tutti all’inferno, per cui dobbiamo soffrire soffrire soffrire in astinenza, nutrendoci soltanto di quel rancido insipido diet-sangue delle bestioline della foresta – di cui tanto a Dyo, delle bestioline, gliene fotte una cippa” (e questo vampiro anziano, che dell’astinenza dolorosa è un virtuoso, per mettere alla prova il suo ferreo autocontrollo mormone di mestiere fa il medico all’ospedale ed è sempre in mezzo a schizzi sanguinolenti dappertutto, ma lui tiene mormonescamente duro, resiste alla tentazione demoniaca e soffre in silenzio) – i personaggi di cui vi parlerò oggi sono (da sinistra: il già citato dottor Cullen, Batman, Bella Swan, Dan Brown, il Patty)
(ma no, che vi credete, il vegetarianismo è un’abitudine eccezionale praticata da pochi vampiri illuminati, di solito i vampiri preferiscono succhiare gli esseri umani, che sono molto più gustosi e nutrienti, non ci pensano due volte)(e noi lo sappiamo bene, che ci sono anche – soprattutto – vampiri non vegetariani, no?)(qui sotto un piccolo test per verificare la vostra competenza in materia)(se non vi viene in mente: ripasso)
La storia inizia col trucchetto suspense che è quello cheappissimo della impasse thrilling avanti nel tempo – Batman che penzola incatenato sulla piscina piena di squali affamati: “com’è successo che il nostro eroe si trova in una situazione così merdosa? scopriamolo!” – la protagonista Bella Swan che sta per essere accoppata da un non meglio identificato “cacciatore” (che le si avvicina minaccioso e inesorabile, ovviamente “sorridendo” – perché sì, ve lo ricordate?, il “sorriso” in tutte le sue varie declinazioni è il superficialissimo attributo di pseudo-profondità più comunemente utilizzato nella letteratura degli abissi)(e il cacciatore, che ve lo dico a fare, è un vampiro cattivo non vegetariano che vuole mangiarsela), Bella Swan è pronta a morire, si sta sacrificando per amore!, oooooh!, non ci sono vie di fuga, aiuto!, lo dice esplicitamente: è una situazione da lasciarla “col fiato sospeso” (così, giusto per essere sicuri che il cervello tardo del lettore bimbominkia percepisca il senso della cosa) e poi stop, dissolvenza, fiato sospeso!, torniamo indietro di qualche mese,
1) il vegetarianismo vampiro secondo la legge di Dyo
2) indovina chi è il vampiro che non c’entra
3) Batman sospeso sulla piscina piena di squali
4) l’epidermide vampira come i collant di Amanda Lear
5) un prototipo di adolescente bimbominkia
6) la sindrome di Dan Brown (e il sarcasmo mormone)
7) il cervello sghembo di un highlander diciassettenne
8) belli belli belli in modo assurdo
9) da un grande potere deriva un grande mona
10) la pubblicità del Soul Glo
11) così fighissimo che c’ha la calligrafia arrapante
12) il sogno d’amore bimbominkia
13) Action Comics numero uno
15) se era italiana sarebbe stato Giovanni Allevi
- che è il libro dove scopriamo com’è che la protagonista, la diciassettenne Isabella Swan per gli amici Bella, conosce la famiglia dei vampiri mona aka la famiglia Cullen, che non è precisamente una famiglia famiglia (nessuno è parente di nessuno) ma un gruppetto di succhiasangue vegetariani (succhiano solo gli animaletti, niente esseri umani) che sono come gli X-men, c’hanno i superpoteri (v. “da un grande potere deriva un grande mona”) e stanno riuniti attorno al loro capo vampiro, il più anziano della ghenga, il dottor Cullen, che fa la parte del guru spirituale cripto-mormone “è contro la legge morale impostaci da Dyo succhiare gli esseri umani ed è meglio che non lo facciamo sennò Dyo ci spedisce tutti all’inferno, per cui dobbiamo soffrire soffrire soffrire in astinenza, nutrendoci soltanto di quel rancido insipido diet-sangue delle bestioline della foresta – di cui tanto a Dyo, delle bestioline, gliene fotte una cippa” (e questo vampiro anziano, che dell’astinenza dolorosa è un virtuoso, per mettere alla prova il suo ferreo autocontrollo mormone di mestiere fa il medico all’ospedale ed è sempre in mezzo a schizzi sanguinolenti dappertutto, ma lui tiene mormonescamente duro, resiste alla tentazione demoniaca e soffre in silenzio) – i personaggi di cui vi parlerò oggi sono (da sinistra: il già citato dottor Cullen, Batman, Bella Swan, Dan Brown, il Patty)
(ma no, che vi credete, il vegetarianismo è un’abitudine eccezionale praticata da pochi vampiri illuminati, di solito i vampiri preferiscono succhiare gli esseri umani, che sono molto più gustosi e nutrienti, non ci pensano due volte)(e noi lo sappiamo bene, che ci sono anche – soprattutto – vampiri non vegetariani, no?)(qui sotto un piccolo test per verificare la vostra competenza in materia)(se non vi viene in mente: ripasso)
La storia inizia col trucchetto suspense che è quello cheappissimo della impasse thrilling avanti nel tempo – Batman che penzola incatenato sulla piscina piena di squali affamati: “com’è successo che il nostro eroe si trova in una situazione così merdosa? scopriamolo!” – la protagonista Bella Swan che sta per essere accoppata da un non meglio identificato “cacciatore” (che le si avvicina minaccioso e inesorabile, ovviamente “sorridendo” – perché sì, ve lo ricordate?, il “sorriso” in tutte le sue varie declinazioni è il superficialissimo attributo di pseudo-profondità più comunemente utilizzato nella letteratura degli abissi)(e il cacciatore, che ve lo dico a fare, è un vampiro cattivo non vegetariano che vuole mangiarsela), Bella Swan è pronta a morire, si sta sacrificando per amore!, oooooh!, non ci sono vie di fuga, aiuto!, lo dice esplicitamente: è una situazione da lasciarla “col fiato sospeso” (così, giusto per essere sicuri che il cervello tardo del lettore bimbominkia percepisca il senso della cosa) e poi stop, dissolvenza, fiato sospeso!, torniamo indietro di qualche mese,
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venerdì 1 giugno 2012
"Senza Perdere un Fecondo"
La marcia pro-life di Alemanno, Polverini e qualche divertente Associazione produttrice di manifesti horror-pulp (ogni aborto è un bambino morto) mi ha convinto. Mi sento così toccata da voler essere propositiva: accanto all’abolizione totale della libera scelta che ogni donna desidererebbe per la propria vita, propongo una novità assoluta: l’obbligo di paternità post-coito. Visto che incinta non sono rimasta da sola e non è che do alla luce un koala, che me lo devo portare attaccato sulle spalle dalla nascita ai trent’anni tutta da sola soltanto perché sono nata con le ovaie, è tempo di considerare la gravidanza come divinamente paritaria.
E’ così che il Signore vuole? Allora seguiamo la natura e oltre che seminarli, questi figli dell’amore, accollateli pure tu, maschio, una volta fatto il danno, grande campione nazionale di Salto della Quaglia. Prima della consumazione dell’atto dunque, per legge, si dovranno consegnare alla partner: chiavi della macchina, chiavi di casa, passaporto, CUD e numero di telefono dei propri genitori, se viventi, di una ex moglie, se presente, e l’indirizzo del bar dove si va di solito a fare lo sborone con gli amici la domenica a colazione.
Ovviamente non sarà possibile lasciare la regione per le cinque settimane successive al fortunato incontro (giusto per essere sicure) mentre per i recidivi, quelli cioè che hanno già dei bambini, sarà possibile installare un sistema gps intramuscolo (e quale lo potrà scegliere la fortunata, a seconda della soddisfazione raggiunta con la performance).
Durante la crescita, per gli alimenti, i vestiti, le scuole, i libri da leggere, le malattie, gli amici che è bene frequentare, le pene d’amore, le vacanze con gli amici e tutto il resto, ci si potrà mettere comodamente d’accordo di volta in volta, tramite chat, Skype o twitter. Se per caso poi, come a volte capita, ci si fosse trovate coinvolte in uno stupro, una violenza domestica, una gravidanza a rischio, o semplicemente non si fosse pronte perché minorenni, perché non è il momento giusto, perché non si hanno soldi o una casa, perché si lavora con un contratto a progetto senza permesso di maternità in uno stato che non aiuta le madri single in nessun modo, beh, allora, provate a pregare il cielo, sono sicura che sarà di aiuto.
24-5-2012
di Francesca Piccoletti
http://www.ilfattoquotidiano.it
venerdì 25 maggio 2012
Così Quel Prete Pedofilo Abusò di Me, Bambino di Soli Dodici Anni
Città del Vaticano - I fatti accaduti a Savona decenni fa sono lontani nel tempo ma il dolore è ancora di drammatica attualità. A distanza Francesco Zanardi, vittima di un prete pedofilo, ricorda con un miscuglio di rabbia e sofferenza quando, ad appena 12 anni, fu abusato da don Nello Giraudo.
Giraudo ha recentemente patteggiato…
"Sì riconoscendo il male fatto. Ma la mia battaglia non si ferma: vorrei che si riflettesse sulla responsabilità dei vescovi che si sono avvicendati alla guida della diocesi savonese. Erano i diretti superiori di Giraudo ma non hanno prestato ascolto alle voci che da tempo circolavano con insistenza".
La Cei però ha appena approvato delle regole che assicurano alle vittime tutta l’assistenza psicologica possibile. In più devono attivarsi all’interno della Chiesa per fare giustizia e punirli.
"E' una buona cosa in linea di principio. Ma secondo me i vescovi dovrebbero non limitarsi ai processi canonici, penso che dovrebbero collaborare attivamente con i magistrati italiani, scambiare con loro le informazioni che hanno. I pedofili vanno mandati in galera, e non solo ridotti allo stato laicale (quando accade)".
La sua campagna dunque va avanti.
"Ci tengo a ricordare che l’8 maggio il gip di Savona, Fiorenza Giorgi, pur avendo archiviato per prescrizione del reato un procedimento contro l’ex vescovo di Savona, Dante Lanfranconi (ora a Cremona) ha riconosciuto che il prelato non ha vigilato abbastanza"
Cosa c’è scritto in quella ordinanza?
"Gliela leggo: ’la disposta archiviazione nulla toglie alla pesantezza della situazione palesata dalle espletate indagini, dalle quali è emerso come la estrema gravità delle condotte criminose di Giraudo non fosse stata per nulla considerata. Da tali documenti, perfettamente in linea con l’atteggiamento assolutamente omissivo di Lanfranconi, risulta, è triste dirlo (è il magistrato a scriverlo) come la sola preoccupazione dei vertici della curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima, e come principalmente per tale ragione l’allora vescovo di Savona non avesse esercitato il suo potere-dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli".
Parole pesanti quelle scritte dal magistrato.
"Eccome, ma aspetti che le leggo anche il seguito: ’è altrettanto triste osservare come, a fronte della preoccupazione per la fragilità e la solitudine di Giraudo e il sollievo che nulla è trapelato sui giornali, nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti, a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue attenzioni".
A quanto risale questa ordinanza di archiviazione?
"All’8 maggio di quest’anno. Penso che sia importante sottolineare che per la prima volta un magistrato italiano, pur archiviando per prescrizione il caso, visto che i fatti si riferiscono a decenni addietro, affronta il problema della responsabilità del vescovo. Questo è il vero nodo sul quale si dovrebbe davvero riflettere, anche dal punto di vista giuridico".
L’anno scorso lei è arrivato in Vaticano per consegnare a Papa Ratzinger una lettera in cui oltre, a raccontargli la sua storia, chiedeva fosse introdotto l'obbligo da parte dei vescovi italiani di denunciare alla magistratura i casi di abusi di cui erano a conoscenza...
"Servirebbe ad impedire quello che ho provato sulla mia pelle".
Cosa è accaduto nel suo caso?
"Il sacerdote che mi ha abusato, Nello Giraudo, e che solo alcuni mesi fa ha patteggiato, ha ammesso tutto. Assieme a me c'erano altre vittime. Un caso orribile anche perché da anni giravano strane voci sul suo conto. Mi spiace dirlo ma quando leggo che la Chiesa sta facendo di tutto per combattere il fenomeno a me viene da ridere".
Guardi che la Chiesa di Papa Ratzinger è l’unica istituzione che sta facendo pulizia al suo interno, isolando le mele marce. Ha istituito tribunali, giudici, incoraggia indagini, ha inasprito le pene canoniche.
"Nel mio caso posso dire che la Chiesa savonese ha difettato nell’intervento.I magistrati lo sanno".
Secondo lei ci sarebbe stato stato un problema di scarsa vigilanza?
"Nel mio caso si è trattato di questo. Del resto non mi stupisce leggere sulle linee guida della Cei appena approvate che i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare i casi ai magistrati, nè di consegnare loro le prove in possesso. Pensi che le perquisizioni che sono state fatte nei locali della curia di Savona hanno portato alla luce lettere e carteggi interni alle autorità ecclesiali che mostravano una gestione propensa più a salvaguardare il buon nome della Chiesa che non ad assicurare alla giustizia civile il prete pedofilo".
Può raccontare qualcosa della sua vicenda?
"E’ doloroso ma lo faccio volentieri se serve ad aprire gli occhi. Sono stato abusato da don Nello Giraudo agli inizi degli anni Ottanta. Avevo 12 anni. Ero affidato alle sue cure perché non avevo famiglia. Ero debole e indifeso".
Il sacerdote non venne isolato per evitare che potesse di nuovo molestare altri bambini?
"Non mi risulta".
E adesso?
"Mi resta la consolazione che don Giraudo ha patteggiato. Lui stesso, però, in aula ha parlato di vescovi che sono stati ciechi e sordi alle sue richieste di aiuto".
di Franca Giansoldati
giovedì 24 Maggio 2012
http://www.ilmessaggero.it
mercoledì 16 maggio 2012
Mago Zurlì e Topo Gigio alla Rai? Magari
Ciascuno, ci mancherebbe altro, la pensi come vuole sul nuovo programma di Fazio e Saviano. A me è piaciuto perchè ho risentito parole, temi, personaggi, altrove oscurati o cancellati del tutto, salvo ovviamente le solite consuete eccezioni.
Penso alla Cecenia, al massacro di Beslan, al dialogo tra Lerner e Travaglio, al monologo di Paolo Rossi, ai “ponti” di Erri De Luca, al freddo in fabbrica rievocato da Maurizio Landini e potrei continuare..
Di questi tempi non è poco. Basterebbe dare uno sguardo, di tanto in tanto, alla programmazione quotidiana per capire che comunque abbiamo avuto la possibilità di bere un po'di acqua pulita, per rubare le parole a Enzo Biagi.
Al di là di queste valutazioni, personalissime e contestabilissime, resta l’oltraggio consumato dai vertici della Rai nei confronti degli abbonati. Il programma è stato trasmesso da La7 perchè questa Rai non ha potuto e voluto confermare il programma di Fazio e Saviano. Non lo ha fatto perchè così era stato deciso dai mazzieri del conflitto di interessi, perché i due avevano infastidito Berlusconi e Bossi, perchè Saviano aveva osato parlare della “Mafia al nord“; per questo la Rai ha preferito perdere programma e ascolti, piuttosto che fare uno sgarbo al proprietario del polo Raiset.
Quanto ha perso la Rai per questa follia? La Corte dei Conti, che ha un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione, chiederà di quantificare il “procurato danno erariale”?
Per queste ragioni, al di là dei giudici critici ed estetici sul programma, sarà davvero il caso di accompagnare alla porta i vertici della Rai. Noi, come Articolo21, ci ritroviamo nelle candidature di Santoro e di Freccero o comunque in proposte che abbiano requisiti simili.
Nelle scorse ore si è candidato alla presidenza il mago Zurlì, qualcuno ha proposto anche Topo Gigio per la direzione generale. Sicuramente il mago e il topo, essendo stati autorevoli protagonisti della Tv, non si sarebbero mai fatti scappare gli autori, i programmi, e le parole che aveva e che ora (non) ha più.
15-5-2012
Di Beppe Giulietti
http://www.ilfattoquotidiano.it
Penso alla Cecenia, al massacro di Beslan, al dialogo tra Lerner e Travaglio, al monologo di Paolo Rossi, ai “ponti” di Erri De Luca, al freddo in fabbrica rievocato da Maurizio Landini e potrei continuare..
Di questi tempi non è poco. Basterebbe dare uno sguardo, di tanto in tanto, alla programmazione quotidiana per capire che comunque abbiamo avuto la possibilità di bere un po'di acqua pulita, per rubare le parole a Enzo Biagi.
Al di là di queste valutazioni, personalissime e contestabilissime, resta l’oltraggio consumato dai vertici della Rai nei confronti degli abbonati. Il programma è stato trasmesso da La7 perchè questa Rai non ha potuto e voluto confermare il programma di Fazio e Saviano. Non lo ha fatto perchè così era stato deciso dai mazzieri del conflitto di interessi, perché i due avevano infastidito Berlusconi e Bossi, perchè Saviano aveva osato parlare della “Mafia al nord“; per questo la Rai ha preferito perdere programma e ascolti, piuttosto che fare uno sgarbo al proprietario del polo Raiset.
Quanto ha perso la Rai per questa follia? La Corte dei Conti, che ha un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione, chiederà di quantificare il “procurato danno erariale”?
Per queste ragioni, al di là dei giudici critici ed estetici sul programma, sarà davvero il caso di accompagnare alla porta i vertici della Rai. Noi, come Articolo21, ci ritroviamo nelle candidature di Santoro e di Freccero o comunque in proposte che abbiano requisiti simili.
Nelle scorse ore si è candidato alla presidenza il mago Zurlì, qualcuno ha proposto anche Topo Gigio per la direzione generale. Sicuramente il mago e il topo, essendo stati autorevoli protagonisti della Tv, non si sarebbero mai fatti scappare gli autori, i programmi, e le parole che aveva e che ora (non) ha più.
15-5-2012
Di Beppe Giulietti
http://www.ilfattoquotidiano.it
domenica 8 maggio 2011
Donne Senza Velo e l'Orco
Noi inventiamo gli orchi, i lupi, i mostri e le streghe.
Noi abbiamo "gli uomini che odiano le donne", una categoria comoda, ben definita, un contenitore per la raccolta differenziata in cui relegare come "altro da noi"ciò che fa parte di noi, della nostra società, ciò che è diventata una martellante quotidianità.
Ma scomodiamo i miei poveri Orchi, così remoti, amati e soli.
Noi abbiamo uomini normali che perseguitano, molestano, spiano, picchiano, devastano, violentano, uccidono donne senza velo...
Noi abbiamo i più normali di tutti, quelli che non superano i limiti, che non infrangono platealmente la legge, quelli che, magari meno pittorescamente che in un caravanserraglio, comprano le donne.
Noi abbiamo gli uomini che scelgono le femmine sui book - come sugli album Panini, che,sghignazzando - da quei miserrimi vecchi porci che erano, sono e saranno - si scambiano le figurine al telefono, ne raccomandano altezza al garrese, quarti posteriori, proporzioni e genuinità delle ghiandole mammarie e caratteristiche da brave manze volentorose nei servizi resi. Che, con la sordida grettezza di ex-adolescenti foruncolosi, sovrappeso, nasuti, forforosi, dediti per scelta altrui ad onanismo compulsivo, si fanno da paravento l'un l'altro, scambiandosi l'onere della marchetta: "A questa, una parte in una fiction (che non si nega a nessuno), a quest'altra, più sfigata, giusto un paio di passaggi in uno pseudo-varietà, (tre sgallettate che dondolano le protesi fra uno spot e l'altro, prese per il culo da un conduttore "sarcastico" made in china che il suo di culo lo ha svenduto da un pezzo)".
Ma noi abbiamo donne libere di scegliere. Marchiate alla nascita dalle tamarrissime madri con nomi tipo Jessica, Ylenia, Asia, Samantha... mentalmente stuprate a tre anni da "giochiamo-che-mi-trucco", rese madri a cinque di bamboline finto-romantiche, caricature in plastica glitterata delle porcelle tivvvvvù, avvolte in veli e diademi stile matrimonio Ely-Briatore, gettate in piscina, cerettate a 11 anni, palestrate a 12 (per la schiena!), primo interventino a 14 (Tenera! Ha risparmiato sulle paghette...), prima apparizione televisiva 6 mesi dopo (Azz ! Con il viso oscurato perché minorenne...) per raccontare davanti alle tette tirate fino alle clavicole di una D'Urso-Gong Li (effetto-lifting) la tragedia di aver affrontato 41 interventi per riparare i danni del primo. Ospite in studio: Babbo Natale, ovvero il generoso chirurgo di turno, ambasciatore Unicef, e, casualmente, fidanzato con una delle sgallettate che - ufficialmente - si stirano le rughe ingurgitando mele cotte ed ettolitri di yoghurt.
Ragazze che scelgono? Sì, non scelgono il velo, scelgono liberamente le veline, se l'Orco non se le mangia prima.
Mab
p.s.
Il "politicamente scorretta" si riferisce, oltre al senso generale del post, al fatto che lo scrissi in piena campagna pro-Sakineh, un tripudio di ipocrisia di rara intensità. Caratterialmente, mi viene spontaneo rispondere con altrettanta "intensità".
Noi abbiamo "gli uomini che odiano le donne", una categoria comoda, ben definita, un contenitore per la raccolta differenziata in cui relegare come "altro da noi"ciò che fa parte di noi, della nostra società, ciò che è diventata una martellante quotidianità.
Ma scomodiamo i miei poveri Orchi, così remoti, amati e soli.
Noi abbiamo uomini normali che perseguitano, molestano, spiano, picchiano, devastano, violentano, uccidono donne senza velo...
Noi abbiamo i più normali di tutti, quelli che non superano i limiti, che non infrangono platealmente la legge, quelli che, magari meno pittorescamente che in un caravanserraglio, comprano le donne.
Noi abbiamo gli uomini che scelgono le femmine sui book - come sugli album Panini, che,sghignazzando - da quei miserrimi vecchi porci che erano, sono e saranno - si scambiano le figurine al telefono, ne raccomandano altezza al garrese, quarti posteriori, proporzioni e genuinità delle ghiandole mammarie e caratteristiche da brave manze volentorose nei servizi resi. Che, con la sordida grettezza di ex-adolescenti foruncolosi, sovrappeso, nasuti, forforosi, dediti per scelta altrui ad onanismo compulsivo, si fanno da paravento l'un l'altro, scambiandosi l'onere della marchetta: "A questa, una parte in una fiction (che non si nega a nessuno), a quest'altra, più sfigata, giusto un paio di passaggi in uno pseudo-varietà, (tre sgallettate che dondolano le protesi fra uno spot e l'altro, prese per il culo da un conduttore "sarcastico" made in china che il suo di culo lo ha svenduto da un pezzo)".
Ma noi abbiamo donne libere di scegliere. Marchiate alla nascita dalle tamarrissime madri con nomi tipo Jessica, Ylenia, Asia, Samantha... mentalmente stuprate a tre anni da "giochiamo-che-mi-trucco", rese madri a cinque di bamboline finto-romantiche, caricature in plastica glitterata delle porcelle tivvvvvù, avvolte in veli e diademi stile matrimonio Ely-Briatore, gettate in piscina, cerettate a 11 anni, palestrate a 12 (per la schiena!), primo interventino a 14 (Tenera! Ha risparmiato sulle paghette...), prima apparizione televisiva 6 mesi dopo (Azz ! Con il viso oscurato perché minorenne...) per raccontare davanti alle tette tirate fino alle clavicole di una D'Urso-Gong Li (effetto-lifting) la tragedia di aver affrontato 41 interventi per riparare i danni del primo. Ospite in studio: Babbo Natale, ovvero il generoso chirurgo di turno, ambasciatore Unicef, e, casualmente, fidanzato con una delle sgallettate che - ufficialmente - si stirano le rughe ingurgitando mele cotte ed ettolitri di yoghurt.
Ragazze che scelgono? Sì, non scelgono il velo, scelgono liberamente le veline, se l'Orco non se le mangia prima.
Mab
Valls Dino
p.s.
Il "politicamente scorretta" si riferisce, oltre al senso generale del post, al fatto che lo scrissi in piena campagna pro-Sakineh, un tripudio di ipocrisia di rara intensità. Caratterialmente, mi viene spontaneo rispondere con altrettanta "intensità".
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